L’ allevamento di polli

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Giovani eppur vecchi, raccolti e ammassati in capannoni con la speranza di ricevere il miglior becchime. Non è facile averlo dai loro capi di mangime, per arrivarci si beccano l’ un l’ altro, alcuni rinunciano altri si sottomettono al capo branco, fanno la parte dei lecca penne sperando nell’ avanzo, se potessero tagliargli il gozzo lo farebbero senza esitazione.

Il capo mangime osserva e cerca di individuare il pollo più intraprendente e senza scrupoli, vengono indottrinati e guidati in un percorso che è già stabilito nei decenni, il pollo d’ allevamento deve imparare in fretta, vestirsi di un abito consono all’ ambiente, accordarsi, trattare, conservare lo status quo del mondo di cui farà parte lui stesso.

Il pollo d’ allevamento imparerà quando è il caso di fare coccodè o chicchirichì, secondo le opportunità del momento.

Il luogo dove si concentrano diverse razze di polli e capi di mangime è in un capannone regale, la sua costruzione iniziò nel lontano 1562, terminato nel 1580, diciotto anni per dotarlo dei comfort più inimmaginabili, ma è solo dal 1961 che divenne il posto dove le razze di polli e capi di mangi-

me si radunano in ambienti sfarzosi.

Qui ci si becca, si ruspa e ci si libera in brevissimi voli di un centimetro da terra, assordante il suono dei coccodè e finti chicchirichì.

Il pollo da allevamento, svezzato e prescelto, viene considerato uno tra i leader, forse un giorno potrà divenire lui stesso un capo mangime, dipende dal suo percorso individuale e se ha ben assimilato le indicazioni a lui date.

I fornitori di mangime vivono lontano da questi luoghi, il loro ruolo è quello di amministrare la direzione e gli accordi tra razze di polli e capi di mangime, per trarne vantaggi di produzione,sono loro che assicurano la sopravvivenza dei polli e tutto l’ allevamento.

Questo è il breve racconto del percorso di un pollo d’ allevamento, che forse un giorno potrà diventare capo mangime.

22 Febbraio 2014 ore 15:17

HDM

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Pubblicato il 29 marzo 2015 su Il raggio riflesso. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Duro trasformare un’allevamento di polli in un laboratorio per cervelli, ci vorrebbero milioni di anni che non abbiamo a disposizione, l’unica via è la diffusione del pensiero, ma anche qui se tutto va bene ci vogliono almeno 50 anni, rimane una rivoluzione, ma anche qui i capi della rivoluzione finirebbero per litigare e accoltellarsi fra loro (vedi assassinio di Marat ad opera di Carlotta Corday) e una rapida restaurazione del regime, con tanto di Santa Alleanza (UE o Mammasantissima o tutte e due). Che il vero problema sia il genere umano? In particolare quello Italico? La soluzione è il pensiero e il mezzo è internet, parlare alle nuove generazioni e sperare che abbiano orecchie per sentire e cervello per pensare, se arriverà prima la rabbia popolare ci sarà sofferenza sangue e forse più libertà per tutti, ma ad un prezzo altissimo. Così è sempre stato così sempre sarà fino a quando non si imparerà il rispetto reciproco per tutti gli uomini, solo allora i polli torneranno come è giusto a razzolare nei cortili gli allevamenti intensivi chiuderanno perché nessuno sarà più interessato ai loro prodotti. In una società individualistica, che costruisce milioni di case inutili nelle grandi città, nessun punto di aggregazione raggiungibile a piedi, solo grandi scatole di cemento dove ci sono soltanto grandi catene di negozi e ipermercati di proprietà di Mammasantissima, dove la competizione al consumo inizia a scuola con il primo iphone, o con le scarpe firmate, dove la prostituzione è d’obbligo per ottenere quello che la famiglia non ti può comprare, dove la pubblicità ti riempie la testa di bisogni inutili e per procurarti il cibo ti tocca poi andare in parrocchia, e non è detto che lì sia veramente gratis…….dove……ma dove andremo a finire se non siamo già alla fine? Benvenuti nel……medio evo moderno!

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