Ridendo, sotto sotto…

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È probabile che nessuno scrittore di fama ne rivendichi la giustezza, ma non sarà certo questo a sminuirne il potenziale. Un sabotaggio è stato compiuto contro le trivelle che stanno effettuando i carotaggi preliminari per conto di TAP (Trans Adriatic Pipeline), la joint-venture che dovrà costruire l’omonimo gasdotto per portare metano dall’Azerbaijan all’Italia. Si è appreso di vetri rotti, quadri di comando danneggiati e tubi tagliati, cosa che comporterà uno stop dei lavori di alcuni giorni, perché i mezzi adoperati dovranno essere portati via e sostituiti con altri. Tutto è accaduto proprio mentre TAP pubblicava sulla Gazzetta Ufficiale europea il bando per gli appalti dei vari lavori, che dovrebbero iniziare nel 2016. Un buon monito per gli aspiranti appaltatori.
Sebbene l’iter autorizzativo non sia, ufficialmente, ancora concluso, e il punto d’approdo non ancora ufficiale, in realtà tutti ormai sanno che il luogo prescelto resterà San Foca, in provincia di Lecce, e le varie anime della contestazione istituzionale – dai sindaci ai comitati – sembrano rassegnati a questa decisione, e lamentano solo di essere stati raggirati dalla politica – locale e regionale, soprattutto – e non tutelati dalla giustizia – magistratura, Tar, forze dell’ordine.
Ora che la maschera della mediazione politica è definitivamente caduta, ora che la farsa della difesa degli interessi dei cittadini ad opera di organismi indipendenti si è palesata per quello che è sempre stata, ora che il meccanismo della delega è naufragato miseramente, si manifesta in maniera sempre più chiara e netta quale sia l’unico modo per opporsi realmente alle imposizioni che vogliono calare sulle nostre teste: l’opposizione diretta, in prima persona, mediante l’attacco. Qualche voce in tal senso si è levata da tempo…
La vecchia idea di manifestare concretamente la propria ostilità nei confronti dei colonizzatori e speculatori di turno e dei loro sostenitori è stata finalmente raccolta da qualche anonimo insonne, che ha preso per mano la propria buona volontà ed il proprio coraggio, ed ha lanciato il cuore – e le braccia – oltre l’ostacolo. È probabile che non tutti abbiano condiviso, castrati da una moralità religiosa e da un sacro timore verso la legge, ma è anche certo che in molti abbiano approvato, ridendo sotto i baffi, per non farsi troppo notare.
Le notti saranno ancora tante, stellate o piovose, così come i giorni, freddi o afosi, prima che l’opera venga realizzata. C’è tempo per ripercorrere il sentiero appena appena tracciato e renderlo sempre più nitido. Da soli o in compagnia, in molti o in pochi, a seconda delle proprie inclinazioni e necessità.
Magari si smetterà di ridere sotto i baffi, e si potrà farlo apertamente e sonoramente…

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Pubblicato il 29 marzo 2015 su Il raggio riflesso. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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