EURAFRICA Prendersela con le vittime.

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foto: EURAFRICA (cable system)

In questo mondo di retorica pusillanime di discorsoni e ipocrisia non si poteva che trovare il buon Natalino Balasso, anche lui caduto nei facili paroloni con migliaia di mi piace , anche se il personaggio …mi piace.
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In un quadro di incertezza economica, non lavoro, tagli sanità, scuola, servizi deficitari, territorio allo sbando in mano alla criminalità, crescita esponenziale furti, rapine e violenze alle persone ….quindi INSICUREZZA SOCIALE …oltre ai cronici problemi di corruzione e clientelismo, si inserisce l’invasione degli immigrati a destabilizzare quanto ormai destabilizzato.
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Il Balasso c’entra l’ ipocrisia populista di certa gente a sua insaputa quando scrive: “ È sbagliato considerare il razzismo una guerra tra poveri, non sono i poveri quelli che più odiano gli ultimi arrivati, i poveri casomai li utilizzano, ne approfittano, oppure li aiutano, li trattano comunque da pari a pari. Quelli che odiano gli ultimi, sono quelli che pensano di stare bene, ma si cagano addosso all’idea di stare peggio. Negli anni passati, il bersaglio della Lega era rappresentato dai meridionali; ma molti meridionali trapiantati al nord votavano Lega, contro l’afflusso di nuovi meridionali. Lo stesso meccanismo accade per molti cinesi delle precedenti ondate, che soffrono all’arrivo di nuovi cinesi, più poveri e più dipendenti dal malaffare.
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Cosa ho io da perdere? Nulla ….che mi frega di osteggiare disperati? Una sorta di vendetta sociale per la quale chi ha paura sono i ricchi.
E non è cosi’ ….
Infatti quelli piu’ incazzati sono quartieri a forte radicamento in comunità, che si mobilitano per proprie battaglie in assenza anche di Stato e ormai l’avversione all’ inazione disturba milioni di persone in tutta la penisola.
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Ma è piu’ facile raccogliere mi piace …..propagare il verbo della solidarietà …degli altri…del razzismo degli altri …..fermo restando chi soffia troppo sul fuoco della paura e la stimola continuamente come acquisizione del consenso ( Lega ) .
Male fa chi dall’altra parte reagisce anche peggio, negando l’evidenza e rilanciando insulti di xenofobia o fascismo.
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E’ evidente a tutti che l’ Italia non solo non è in grado di accogliere queste 200 mila persone già sbarcate e altre giornalmente in arrivo, non è in grado di dargli ne un presente ed un futuro, non è in grado poi di gestire le spinte di questa gente confinata in recinti, hotel e prigioni .
Il tutto pesa su comunità incrinate, sanità sempre più debole, dove è chiaro CHE I RICCHI NON PAGHERANNO UN CAZZO….semmai alzeranno qualche filo spinato o assicurazione privata ….mentre la classe media in estinzione e proprio i poveri saranno i più penalizzati.
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Sorprende, a fronte dell’invasione DI EURABIA O MEGLIO EURAFRICA , che tutti si sbrodolino di discorsoni facili, additando i veri responsabili …..come se non sapessimo di disgraziati che scappano da guerre, schifezze e cerchino un futuro migliore.
C’è un diritto dovere naturale degli stati di proteggere i propri cittadini, c’è una SOLIDARIETA’ CONTINGENTATA secondo le proprie forze e non infinita.
IL NASCONDERSI COME CONIGLI E SORCI ( Renzi ) , il creare la sensazione di razzismo contro gli italiani o nessuna tutela di questi, esposti allo sbando di tutti: Mafie, caporalati locali, bande, rom, ecc, crea una situazione ideale per avere una esplosione di albe dorate e sopratutto una definitiva totale sfiducia nello Stato ed in tutte le sue Istituzioni, ritenute marce e caste d’orate per chi ci abita.
Le comunità unite, forti nella disubbidienza civile, vinceranno, o per lo meno conterranno i problemi dell’assenza e collusione dello Stato.
Capisco che in piena crisi di finanziamenti non si voglia rinunciare al business immigrati, i primi clienti di un traffico di soldi locale e transazionale di cui …gli ultimi sono loro…che beneficiano di briciole .

Tinazzi

Natalino Balasso
16 agosto alle ore 2:00 

Prendersela con le vittime.
È lo sport preferito dai vili. La povertà dilaga e, invece di combattere la povertà, preferiamo combattere i poveri. Questo accade ovviamente perché siamo caduti nella trappola del privilegio. Se tutti stessero bene come noi, secondo la nostra scala balorda dei valori, noi non potremmo più considerarci migliori di qualcun altro, quindi preferiamo vivere male, ma che ci sia gente che vive peggio. A questo si aggiunge un antico meccanismo di cui siamo vittime, che i tedeschi definiscono “schadenfreude”, che consiste nel godimento per le disgrazie altrui.
Ovviamente ci guardiamo bene dal combattere le cause. Da qualche parte, un barcone di migranti provenienti da uno stato dittatoriale è affondato provocando la morte di decine persone. Nei commenti della gente, non senti nessuno dire che la colpa è del governo dei dittatori senza scrupoli che affamano il popolo. Non senti nessuno dire che se si limitasse la vendita di armi nel mondo forse ci sarebbero meno guerre e quindi meno poveri. Non senti nessuno dire che se in un paese la vita non vale un cazzo, è molto facile che una moltitudine di disperati rischi la vita per fuggire. La colpa è delle forze dell’ordine, la colpa è dei migranti stessi, colpevoli di volersi salvare la vita. La colpa è di chi si trova al punto di arrivo. È sbagliato considerare il razzismo una guerra tra poveri, non sono i poveri quelli che più odiano gli ultimi arrivati, i poveri casomai li utilizzano, ne approfittano, oppure li aiutano, li trattano comunque da pari a pari. Quelli che odiano gli ultimi, sono quelli che pensano di stare bene, ma si cagano addosso all’idea di stare peggio. Negli anni passati, il bersaglio della Lega era rappresentato dai meridionali; ma molti meridionali trapiantati al nord votavano Lega, contro l’afflusso di nuovi meridionali. Lo stesso meccanismo accade per molti cinesi delle precedenti ondate, che soffrono all’arrivo di nuovi cinesi, più poveri e più dipendenti dal malaffare.
In tutto questo, la marmellata di slogan e immagini farlocche che ci circonda fa cascare molti in confusione. Quelli che si sentono direttamente minacciati dall’arrivo di nuovi poveri, immettono nell’immaginario collettivo storie fantastiche (il diverso che mangia i bambini è una storia antichissima) e, lungi dall’attribuire le responsabilità a un sistema economico mondiale, che è riuscito a mantenere l’embargo a Cuba fino a oggi ma si guarda bene dal condannare dittature ben più feroci che affamano la gente, non perché noi gli abbiamo messo l’embargo, ma per arricchire le proprie famiglie e, anzi, continua a intrattenere bellamente affari con conclamati stronzi; attribuisce invece le responsabilità della povertà agli stessi poveri. I politici non hanno ricette, è chiaro. Prendiamo la Lega, è stata al governo due decenni, vi risulta che abbia capito cosa fare? Che abbia fatto qualcosa? A parte ricette populiste che ovviamente hanno solo peggiorato le cose, cinicamente, pesiamo il dare e avere, cos’ha risolto la Lega quando era al governo, a parte fare i soldi, voglio dire. I centri di smistamento, i lager di identificazione hanno creato solo l’accumulo di masse di disperati in condizioni disumane che sono bombe a orologeria. Ma nessuna forza politica è in grado di rispondere a ondate epocali di mutamenti, che sono troppo grandi per una risposta locale. Era così evidente che la risposta non poteva che essere globale, una risposta locale sarebbe come mettere gli occhiali da sole quando un vulcano erutta lava, ma ciascuno ha pensato ai propri voti e nessuno ha pensato al problema. Perché, possiamo essere gentili e accoglienti quanto ci pare, ma non possiamo nasconderci che le immigrazioni di massa sono un fottuto problema. E non si risolve al punto di arrivo, si risolve al punto di partenza. Nel secolo scorso, dal Veneto, sono scappati oltre 3 milioni di persone. Ma non hanno smesso di emigrare finché le leggi dei paesi in cui andavano li trattavano come cani, hanno smesso di emigrare quando in Veneto le cose sono migliorate.
La politica non ha risposte, se le fa suggerire dall’economia.
Alla Grecia abbiamo detto: “Noi ti diamo i soldi, ma tu devi cambiare le tue leggi”. È un precedente orrendo, che stabilisce nero su bianco che le banche decidono le leggi. Era già così, ma sentirlo ammettere fa impressione. Eppure quelle stesse banche, invece di essere usate come ricatto contro paesi dittatoriali e pericolosi, vengono invece utilizzate per ingrassare gli sfruttatori. Siamo bravi a fare i forti coi deboli eppure quanto leccavano il culo a Gheddafi i governanti di questo paese! Gli affari avanti tutto.
Il sistema economico mondiale, gestito da una manciata di furbacchioni, se ne frega se migliaia di poveri sbarcano sulle tue coste, perché sa che la tua attenzione non si concentrerà sul Sistema, si concentrerà sui dettagli, penserà che i politici contino qualcosa, in una guerra tra patrioti del menga e accoglitori ad oltranza, che terrà occupate le nostre menti annebbiate, mentre lassù si continueranno a fare affari d’oro, alla faccia dei poveri, anzi, proprio grazie a loro.”

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Pubblicato il 22 agosto 2015 su Il raggio riflesso. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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