«Ma che bontà, ma che bontà…»

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( Articolo Condiviso )

La merda ama stare vicino alla merda — è un dato di fatto. Che sia perché uscita dal medesimo buco di culo o perché galleggiante nella medesima fogna, così è. Ma certa merda — in ambito sovversivo, quella sostenitrice della conflittualità alternata — ama stare anche accanto alla cioccolata, o per lo meno vorrebbe dare ad intenderlo. Vantarsi di essere nutriente non le basta, non è sufficiente.
Tanto per fare degli esempi, certi leader potereoperaisti potranno anche far presentare la propria vecchia organizzazione come favorevole all’autonomia e alla conflittualità permanente, ma chi volete che gli creda? A chi? A chi ha dato «scheda rossa» agli stalinisti del PCI e si è commosso per aver stretto la mano al loro segretario, quello che affiancava il sicario Vidali nella Spagna del 1936? A chi elemosinava l’amnistia allo Stato? Suvvia…
Allo stesso modo, certi anarchici a singhiozzo potranno anche sbandierare il proprio sostegno ad una azione progettuale autonoma nemica della politica, ma chi volete che gli creda? A chi? A chi ha accettato ogni compromesso pur di partire e tornare assieme a sindaci, assessori, preti, magistrati, indicatori di polizia? Suvvia…
No, per avere una qualche possibilità di essere apprezzata, questa materia fetida ha bisogno di mostrarsi accanto a qualcuno la cui pasta è composta di materia dolce. Le occasioni, per mistificazione o per confusione o per ingenuità, non mancano. Quando non si verificano da sole, si creano appositamente. Allora si ripulisce la vetrina dal liquame e si spruzza aroma di cacao nei locali. Un buon tam-tam pubblicitario, e il gioco è fatto. La speranza è che qualche ghiottone possa ingannarsi ed entrare in una cloaca scambiandola per pasticceria. Ed è un inganno che in effetti non di rado funziona, fra sghignazzate ed imbarazzi. Ma, diciamoci la verità, è un inganno che non può durare a lungo. Solo chi vuole essere ingannato può continuare a farsi ingannare. Con tanti auguri ai coprofagi.
A volte uno stronzo finisce in mezzo ai babà. Altre volte è un babà a finire in mezzo agli stronzi. Più spesso e volentieri, accade semplicemente che gli stronzi facciano gran rumore dopo essersi cosparsi con qualche briciola di babà. Certo, è disgustoso vedere tutti quei parassiti brulicare attorno a ciò che si ama. Ma sono cose che capitano, da sempre. Shit happens, per l’appunto. Se ci saranno contaminazioni, pazienza, si butterà via tutto e si ricomincerà da capo. Quanto agli equivoci, davvero, quelli hanno vita breve.
Come si dice sotto il Vesuvio, è inutile continuare ad aggiungere rum: gli stronzi non diventano babà.
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Pubblicato il 14 gennaio 2016, in informazione e cultura con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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