Domus ecologiche

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( Dal Web )

Nuovo modello presentato nella riunione della commissione Ambiente dal dg di Ama, Stefano Bina. «Creeremo aree confinate ed accessibili solo ad utenze predefinite pubbliche o private mediante tesserini e micro chip»

Un nuovo modello sperimentale di raccolta differenziata partirà presto a Roma. Nella Capitale infatti saranno lanciate, partendo dal X municipio, le Domus ecologiche, spazi riservati e recintati per privati e condomini, dove conferire rifiuti differenziati. Il nuovo modello è stato presentato durante una riunione della commissione Ambiente dal dg di Ama, Stefano Bina. «L’idea – ha detto il dg – è quella di creare aree confinate ed accessibili solo ad utenze predefinite pubbliche o private o di condomini singoli e associati. Saranno aree di accesso controllato con serrature in possesso solo degli utenti abilitati e al cui interno saranno posti cassonetti con misuratori del comportamento di chi conferisce i rifiuti. L’obiettivo a regime, infatti, è quello di arrivare alla tariffa puntuale».

Il virtuoso risparmia

Ovvero una tariffa applicata ai singoli condomini in base alla reale quantità di rifiuti conferiti e differenziati correttamente. Secondo la logica che chi sarà più virtuoso spenderà di meno. L’obiettivo delle Domus, in altre parole, è creare un modello non alternativo ma parallelo a quello della raccolta porta a porta. Il modello sarà prevalentemente condominiale e la misurazione del comportamento degli utenti sarà misurata con tesserine con chip e sacchetti con codici a barre. Ama ovviamente si occuperà della raccolta fornendo i cassonetti adeguati alle singole situazioni. Le Domus saranno facoltative. Avranno un costo che oscilla tra i 10.000 ed 20.000 euro l’una in base al modello scelto dal condominio. Ma gli utenti non pagheranno tasse di occupazione di suolo pubblico.

Tre le modalità previste

Le utenze private potranno avere Domus collocate all’interno degli spazi condominiali. Ma le proprietà private potranno anche avere spazi in aree pubbliche decise in collaborazione con il Municipio. Infine, le strutture pubbliche di Roma Capitale avranno Domus le cui spese saranno totalmente a carico di Ama. A Roma, ha concluso Bina, «l’impatto di questo nuovo modello potrebbe essere molto importante. Potrebbe diventare la modalità principale di raccolta. Naturalmente seguiranno campagne di comunicazione per la cittadinanza mentre stiamo pensando ad un concorso di idee per trovare la forma architettonica migliore alle future Domus».

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Pubblicato il 7 marzo 2017, in Il raggio riflesso, informazione e cultura con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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