Antropomorfismo

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( Dal Web )

Ottorino Manni

Premessa: io non voglio offenderti, o lettore cattolico, nella tua fede in dio. Anzi, s’essa è sincera io la rispetto. Ma, d’altra parte, non posso non usare del mio diritto di critica anche in quelle cose che per te sono sacre, anche su quelle persone che per te sono divine. Se tu ne ritrarrai qualche lumicino e persuasione, tanto meglio! Se no, seguita pure per la tua strada, e… buon soggiorno in paradiso!
È Dio in ogni luogo?
I cattolici concepiscono dio come uno spirito infinito. Eppure ce lo raffigurano a nostra immagine e somiglianza, con tanto di corpo circoscritto e limitato. Ed è, questa, una contraddizione e un’assurdità. Tale corpo, inoltre, deve occupare un dato spazio, col trono sul quale è assiso e con tutta la corte celeste. E quello spazio, infatti, viene collocato lassù, in alto, in un punto abissale e sconosciuto del cielo.
Come può dunque Iddio essere contemporaneamente in terra e in ogni luogo?
— Può esservi come spirito! — E dalli, con lo spirito! Ma allora questo fuoriesce dal corpo, quale fluido immenso che tutto abbraccia e compenetra!.. E se ne fuoriesce a cosa serve il corpo ? — Per veder coi suoi occhi, per sentire con le sue orecchie?… No, perché è lo spirito che sente e vede!… E dunque?!… E poi ci sembra un bel corpo, il nostro, anche se dio, per farlo, prese a modello il… proprio?! Dippiù, il nostro corpo dio ce l’ha impastato col fango; ma con qual materia ha impastato il suo, se, prima di fabbricare il mondo, la materia non c’era ancora? Se n’è rivestito dopo? E per qual ragione, se non gli serviva? Per rendersi visibile alle sue creature? Ma allora uscirebbe dal Paradiso, e non farebbe come ii suo vicario terreno: «quel di se stesso antico prigionier».
Di che colore è dio?
Ognuna delle cinque razze umane si tinge il suo dio del colore della propria pelle. Ma dio, da quell’unico Padre che sarebbe di tutte, di qual colore ha la sua? Poiché un colore bisogna che ce l’abbia dai momento che ha un corpo. L’ha bianco? negro? giallo? rosso? od olivastro?
Per non far torto a nessuna razza, egli dovrebbe non escluder questo colore o preferir quello, ma tappezzarsi il proprio corpo con tutti e cinque i detti colori a costo di comparire un adamitico Arlecchino: oppure mutarseli ad ogni luna, passando, magari, da camaleonte! A meno che non lo si sia tinto, il corpo, con un colore nuovo, unico, che tutti li riassorba o li escluda… Un dio di color oro!… Che effetto farebbe!!!
È vecchio, Iddio?
Non so perché i preti ce lo dipingono o scolpiscono come un vecchio, dalla barba fluente e dalla spiovente chioma, tutte incanutite! (Buon per lui, che non ce lo presentano anche calvo!) Essi, dunque, ammettono ch’egli, come un mortale qualunque, abbia potuto invecchiare! E quando, in caso, avrebbe incominciato? Prima o dopo che creasse Il mondo? Se prima bisogna inferirne ch’egli abbia avuto un principio, o che il suo spirito sia soggetto ad avvizzire: se dopo, bisogna arguirne ch’egli sia stato coinvolto dal tempo, e che il corpo sia soggetto a disfarsi.
Ma nell’un caso e nell’altro, e come spirito in un corpo, egli non è, pur nella sua essenza divina, incorruttibile e onnipotente, e dovrebbe eziandio esser soggetto alla morte, ultima conseguenza della vecchiaia; e morte come l’umana, anch’essa, completa, perché corporale e spirituale.
Iddio, un colombo?
Ma non si contentano, i preti, di figurarci dio come un vecchione: essi ce lo sdoppiano, e della persona che ne traggono fuori ne fanno il figlio, un bel giovino dalla barbetta bionda; ce lo triplicano, e dell’altra persona che ne estraggono, ne fanno un bel colombino, candido come neve. E ci assicurano che tutte e tre quelle persone non ne formano che una, perché dio è uno solo, e uno, più uno, più uno fanno uno! Nella stessa guisa che uno fa tre!! Ciò mi ricorda quell’Arlecchino, nel teatro dei Burattini, il quale ballando, ballando, si lascia cadere un braccio, e questo balza su da terra in forma e veste di piccolo Arlecchino, e si mette a ballare anche lui, si lascia cadere una gamba, ed essa segue la sorte del braccio, e così l’altro braccio, e così l’altra gamba: tutti piccoli Arlecchini, staccati e distinti, formanti già un Arlecchino solo, il quale, finito ii ballo, se li riprende ad uno ad uno, riformandosi le proprie membra per tornar nuovamente un solo Arlecchino… Io non so se dio il suo ballo l’abbia finito.
Ora il telone è calato, e non v’e che il teatro dei preti, quel teatro che ha per burattino lì in Roma vezzo di gran pompe ornato — e imbavagliato... Ma so che dare a un dio la forma d’un animale non è cosa troppo lusinghiera e riverente, sebbene gli animali, e in ispecie gli innocui colombi , siano migliori degli uomini! Animale poi, che starebbe assiso, con le ali tese, tra il Padre e il Figlio, e che si chiama… Spirito Santo!.. Persona + Colombo + Spirito: dio; e… Viva il Futurismo!…
Iddio mondino?
Sono i preti, sempre loro, che ce lo fanno. Eccolo là, Iddio, sul proprio trono, col triangolo… massonico in testa e con un mondo, per sgabello, sotto i piedi… La Corte degli Eletti gli danza intorno perennemente (povere gambe!) e perennemente gli canta osanna (povere gole!).
Vi saranno, è vero, balli sempre nuovi, sempre variati, ma non dovranno, essi, venirgli mai a noia ed irritargli mai i nervi? E vi saranno voci più che bianche, trombe più che argentee, musiche più che divine… Ma non gli romperanno mai i sacri timpani, né mai gli faranno la testa gonfia come un pallone? E poi un Dio che bisogno ha di questi spettacoli mondani, che ce lo presentano un gaudente di prima forza, un viveur di prima riga? Ma un Dio non si appaga che di se stesso, avendo in sé tutte le sorgenti dei piaceri e dei gaudi, sempre rinnovantisi, all’infinito, astrattamente!
Ma il Cielo dov’è?
— Lassù, in alto! — E lassù, in alto, ce lo addita il credente con l’indice volto… all’insù, e lassù, in alto, si levano gli occhi, supplici nella preghiera, o minacciosi sulla bestemmia… Ma il lassù, in alto, non è che una delle nostre infinite illusioni! L’alto non esiste che per le nostre… zucche, cioè per le nostre teste! La Terra, lo sapete, è una palla che rotea su se stessa e gira intorno al sole… Il cielo, con le sue stelle, l’involge tutta come una sfera di cristallo; e le nostre… teste, mentre essa rotola via negli spazi, la puntano da ogni parte… L’alto si volta in basso, lo zenit diventa nadir… I nostri piedi lo calpestano, e la dimora di dio ci sfugge… Ma noi, eterni stolti, seguitiamo sempre a guardare in alto, a indicar lassù e non ci accorgiamo nemmeno che tutto il firmamento con le sue stelle ci vien cambiando di posizione, ci vien voltando le spalle!
Iddio non prevede?
Non v’è artista un po’ di voglia, s’ intende, che nella concezione d’una sua opera non preveda quale essa potrà riuscire e nell’attuarla non giudichi a un di presso se potrà piacere. Eppure dio, da quell’artistone, nonché creatore della materia che è, si accorge soltanto ad ogni fine di giornata, dopo aver fabbricato un pezzo di mondo, che l’opera fatta era buona! E allora dove va a finire la sua onniveggenza? E, poi, buona!!… E tutti gli animali, che si mangian vivi l’un l’altro? E l’ uomo, fatto a divina immagine e somiglianza, diventato lupo dell’uomo? E tutti i bacilli, che insidiano e distruggono miliardi di vite, pur se preziose ? E le passioni, le cattiverie, le crudeltà d’ ogni sorta che funestano e insanguinano ii mondo ? E il divin Figlio — cioè dio stesso — dovuto poi scender a farsi crocifigger dai suoi figli, senza alcun costrutto di redenzione? E… Ma a che continuare? Non può chiamarsi, questa, opera buona!
Un dio può stancarsi?
Dio ha creato il mondo in un fiat. E se ha creato il mondo in •un fiat, come va che ci ha badato ben sei lunghe giornate? Egli, dunque, è rimasto anche quella volta avvinto e vinto dal tempo; del quale era ciò malgrado il generatore e il dominatore! E poi egli che ab aeterno era stato sempre inattivo, inoperoso, dormiente, com’è che, appena pensa di far qualcosina, si lascia subito sopraffare della stanchezza e ogni notte e tutto il settimo ha bisogno di passarli riposando? E com’è che dal settimo giorno in poi è tornato a essere inattivo, inoperoso, dormiente? Ma allora fatte le debite proporzioni, resistono più della fatica, in tanti record di balli durati più di 48 ore di seguito, certe sue creature, certi suoi saltimbanchi.
La luce prima del sole?
È nella genesi. Iddio creò prima la luce e quattro giorni dopo il sole! Ma di che quella luce era fatta e da qual corpo sidereo emanava se… comparso il sole, essa è… scomparsa? Poiché noi non conosciamo altra luce che quella del sole, e vediamo che quand’esso tramonta è… notte, ed è notte appena nelle eclissi la luna lo copre!
La Terra reggia umana?
È così! Dio creò la Terra qual reggia dell’Uomo, immota nel centro dell’Universo, il quale le gira intorno, col sole, in 24 ore. La scienza, invece, è venuta a dimostrare che la Terra non è che uno degli infiniti pianeti del firmamento, come l’Uomo non è che uno degli innumeri animali della Terra; è venuta a dimostrare che è la Terra€ a girare intorno al sole, e che il sole, esso pure non è che uno dei tanti e tanti soli che, nelle voragini degli spazi, dan vita ad altre Terre.
Ma dio esiste proprio?
Vediamo! Una volta che c’è il Mondo, bisogna che qualcuno l’abbia creato, perché dal nulla non cresce nulla. Ora, questo qualcuno è dio! — Ci spiegano i credenti. E noi rispondiamo: — Ma: e dio chi l’ha fatto? — C’è stato sempre ab aeterno! — Ebbene, piuttosto che da un effetto unico, che sarebbe il mondo, risalire ad una causa unica che sarebbe Dio, il quale poi non sarebbe causa, non è più semplice e più logico ammettere, che è invece il mondo che è esistito sempre e che dio non è, per chi lo vuol per forza, altro che la materia, venendo, magari, ad accettare il panteismo di Spinoza?
Ma dio dov’era?
Se dio avesse creato l’Universo, ecco che cosa ne… risulterebbe: l’Universo non è che lo spazio, occupato della materia e dell’energia, dal moto e dal tempo. Fuori dello spazio non può esservi che il vuoto. Ma dio non è un nulla: è uno spirito infinito. Benissimo! Bisogna quindi che uno spazio l’occupasse. Ma quale se non ce ne era nessuno, prima dell’universo pur esso infinito?! Ed è uno spirito ab aeterno, Iddio! Siamo intesi! Ma senza il tempo, che la comprende, come poteva esistere la sua eternità? Né egli poteva far nascere se stesso nel momento in cui creava l’Universo, sia perché appunto ab aeterno, sia perché dell’Universo sarebbe stato nel contempo causa ed effetto, e quello l’avrebbe assorbito in sé medesimo dandogli una, almeno, delle condizioni essenziali alla sua esistenza, cioè lo spazio.
Il che non può ammettersi, senza accettar ancora una volta il sistema panteistico: essere dio la Natura, ma Natura, anch’essa ab aeterno. Ciò che la Chiesa cattolica esclude e condanna. Dunque, fuori dello spazio e anche del tempo, pur creati da dio, dio era nel nulla. E poiché non ha potuto autogenerarsi con la fabbricazione del Mondo, ne consegue che… non esiste!
[Il Vespro anarchico]

 

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Pubblicato il 19 aprile 2017, in informazione e cultura con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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