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La cucina antropofaga

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( Dal Web )

Julio Camba

Non esiste cucina più maltrattata della cucina antropofaga. I suoi detrattori si dividono in due grandi categorie, e cioè:
Prima: quella di coloro a cui, obiettivamente, ripugna l’idea di mangiarsi un amico;
Seconda: quella degli altri, ai quali, se questa idea ripugna, è soltanto per l’idea complementare che un amico possa mangiar loro.
Gli uni e gli altri si basano su ragioni morali e politiche; in questo studio, però, l’unica cosa che ci interessa dell’antropofagia è il suo aspetto gastronomico.
«Sono davvero saporite le costolette di missionario?»
Un buon fritto di studioso, uno di quei cervelli eccellenti frollati da trenta o quarant’anni di numismatica o di archeologia, che gusto avrà?
That is the question, caro lettore, tutto il resto lasciamolo alla Società delle Nazioni.
Per conto mio, ritengo che esista una umanità da ingrasso, che ha lo stesso compito, tra noi, che il bue toscano ha, tra i bovini, rispetto ai buoi da tiro; una umanità che noi tutti, con grande fatica, ingrassiamo da quando nasce a quando muore, e che, se non è destinata alla cucina, non so davvero a cosa potrà servire.
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