Archivi Blog

70 milioni di euro al giorno spesi dall’Italia in armi. E tutti tacciono

militare-italiano-con-sniper

( Dal Web )

di Alex Zanotelli
“Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili-tante volte corrotti-stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: ‘Voi griderete?’ Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”. E’ con queste parole che Papa Francesco sfidò i giovani presenti in Piazza S. Pietro il 26 marzo, per la Giornata Mondiale dei giovani.

Quasi contemporaneamente a questo appello di Papa Francesco rispondevano milioni di giovani e giovanissimi americani scendendo in piazza, con la scritta “Never Again” (Mai più !), in ottocento città americane (a Washington erano ottocentomila!) per dire ‘No alle armi’, armi che uccidono negli USA migliaia di ragazzi.
E con un chiaro impegno politico di mandare a casa, nelle prossime elezioni di novembre, tutti quei deputati e senatori che appoggiano la potente lobby delle armi, la NRA .Una straordinaria reazione nell’America di Trump!

 Mentre noi italiani “anziani e responsabili” stiamo in silenzio davanti alla follia degli armamenti, delle guerre, del razzismo e della distruzione del Pianeta. Almeno voi giovani italiani avrete il coraggio di urlare e di gridare? L’Istituto SIPRI di Stoccolma ha rivelato che nel 2017, a livello mondiale, abbiamo investito in armi ben 1.739 miliardi di dollari , pari a 4.5 miliardi al giorno. Il nostro paese, l’anno scorso ha speso in armi 26 miliardi di euro, pari a 70 milioni di euro al giorno. E nel 2017 l’Italia ha esportato armi pesanti per oltre dieci miliardi di euro. Armi e bombe vendute, per esempio, all’Arabia Saudita con cui bombarda lo Yemen, ma vendute al Qatar e agli Emirati arabi, che le usano per finanziare i gruppi jihadisti e qaedisti (Tutto questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo di vendere armi a paesi in guerra o che violano i diritti umani!). Abbiamo assistito in silenzio al massacro dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, armato fino ai denti anche con armi nucleari. E la corsa al nucleare è sempre più intensa nonostante il Trattato per la Proibizione delle armi nucleari (2017) che il governo italiano non ha firmato. Gli USA da soli, investiranno nei prossimi decenni mille miliardi di dollari per modernizzare le proprie armi atomiche. Queste armi atomiche (“illegali, immorali e illogiche” secondo Papa Francesco) stanno portando il mondo sull’orlo del baratro di una guerra nucleare. Ma non meno grave è la corsa alle armi convenzionali sempre più sofisticate che portano a sempre nuove e spaventose guerre dalla Siria all’ Afghanistan, dallo Yemen all’Ucraina, dalla Somalia al Congo, dal Sud Sudan al Mali, dal Centrafrica alla Libia, dal Sudan alla Nigeria. E’ l’Africa oggi il continente più infestato da guerre e questo proprio per la sua ricchezza soprattutto mineraria. La conseguenza di queste guerre sono i rifugiati che arrivano sulle nostre spiagge chiedendo asilo e che noi respingiamo.
L’Europa, la patria dei diritti umani, ha infatti dato sei miliardi a Erdogan per bloccare in Turchia chi fugge dalla Siria o dall’Afghanistan ed ha spinto l’Italia a fare un accordo con l’uomo forte di Tripoli, El Serraj, per bloccare nell’inferno libico un milione di rifugiati, torturati e stuprati. L’Europa ha già sulla coscienza oltre 50.000 migranti sepolti nel Mediterraneo. Ora il portavoce del nuovo governo, il ministro degli Interni, Salvini, urla: “Basta ONG nel Mediterraneo per salvare i naufraghi”, e nessun “vice-scafista deve attraccare nei porti italiani”. E vuole espellere dall’Italia 500.000 irregolari. E’ il trionfo del razzismo, della xenofobia e non solo in Italia, ma anche in Polonia, in Ungheria, in Croazia, in Austria. E non solo a parole, ma con muri, con filo spinato e barriere metalliche con lama di rasoio. Il vecchio continente ha perso la sua umanità! I nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti. E’ la nostra Shoah! Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio di noi “anziani e responsabili”. La mia generazione, quella nata dalla II Guerra Mondiale e vissuta fino a oggi, sarà tra le generazioni più maledette della storia umana, perché nessuna altra generazione ha talmente violentato il Pianeta Terra come l’abbiamo fatto noi. Vi consegniamo un mondo malato, ora tocca a voi giovani! Tocca a voi, giovani, gridare, urlare, protestare contro un sistema economico-finanziario che impoverisce e affama così tante persone e che violenta il Pianeta Terra, contro la follia degli enormi investimenti in armi che portano sempre a nuove guerre, contro questa onda xenofoba e razzista che mina la UE e il nostro paese. Noi anziani e corrotti abbiamo fatto questo disastro. Ora tocca a voi giovani! “Per favore, decidetevi, prima che gridino le pietre!”.

Fonte: Articolo 21

Annunci

Società senza lavoro

lavoro-681x383

( Dal Web )

“Le repubbliche e le società contemporanee si dichiarano fondate sul lavoro, presentando questo dato come naturale, certo e immutabile, sino a fare del diritto al lavoro il diritto per il cittadino di realizzare se stesso. Su questo mito dei tempi moderni si sono costruite ideologie e teorie, poi crollate di fronte alla crisi dell’occupazione delle società industriali avanzate. Si è cercata una soluzione nell’economia e nella creazione di posti di lavoro; ma il problema non è e non è mai stato soltanto economico, tecnico o politico, né il lavoro è necessariamente il fondamento delle società. Occorre una nuova riflessione critica, che tenga conto delle rappresentazioni che del lavoro si sono date nella storia, per chiarire una questione che mette in gioco la libertà degli individui e la sopravvivenza della moderna civiltà industriale.” Società senza lavoro: per una nuova filosofia dell’occupazione                                                                                                              (Dominique Méda)

—————————————————————————————————————————————-

di Beppe Grillo

Siamo in un periodo di crisi, c’è la crisi e va superata. Sento ripetere queste parole  all’infinito e non riesco a capire cosa stiamo cercando.

Penso che prima di tutto questo non sia un periodo di crisi. Se lo fosse non durerebbe da più di 10 anni. Siamo di fronte a qualcos’ altro.

Questo si collega direttamente al fatto che probabilmente tutti stanno cercando, non solo nel posto sbagliato, un qualcosa che non c’è. O meglio, non c’è più.

Per rispondere a questa crisi, per uscirne fuori, tutti cercano il lavoro. Ma siamo sicuri che il problema sia davvero il lavoro? Io penso di no. Il lavoro serve a produrre merci e servizi per soddisfare i bisogni dell’uomo. La nostra era è senza precedenti proprio per la sovrabbondanza di merci e servizi che abbiamo. Abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità.

Politici ed economisti si impegnano tutti a capire come produrre di più. Dobbiamo pagare il debito, gridano. Dobbiamo lavorare di più, essere più produttivi, tagliare la spesa improduttiva.

Siamo condizionati dall’idea che “tutti devono guadagnarsi da vivere”, tutti devono essere impegnati in una sorta di fatica perché devono giustificare il loro diritto di esistere.

Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale. Si vuole creare nuovo lavoro perché la gente non sa di che vivere, si creano posti di lavoro per dare un reddito a queste persone, che non avranno un posto di lavoro, ma un posto di reddito, perché è il reddito che inserisce un cittadino all’interno della società.

Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita.

Soltanto così la società metterà al centro l’uomo e non il mercato.